CREMONA – Al via la 43ª edizione del Monteverdi Festival, oggi alle 18 nella chiesa di Sant’Agostino, con il Vespro della Beata Vergine. Un’inaugurazione prestigiosa, con Leonardo García-Alarcón alla guida della Cappella Mediterranea e del Choeur de Chambre de Namur, alle prese con la più importante composizione sacra del divin Claudio che torna ad aprire il Monteverdi Festival: non più come anteprima ma come appuntamento inaugurale, quasi paradigmatico e riassuntivo dell’innovazione tecnica monteverdiana.
È il Vespro, infatti, la massima testimonianza della rivoluzione messa in atto da Monteverdi, quella che cambiò le sorti della musica occidentale. La «seconda pratica», che pose al centro della composizione e dell’esecuzione l’equilibrio tra parola e musica. È difficile immaginare un modo più appropriato di aprire un festival dedicato a Monteverdi. Il Vespro della Beata Vergine, pubblicato nel 1610, è l’opera che più di ogni altra ha consegnato il compositore cremonese alla storia della musica europea: un monumento che ancora oggi, a oltre quattrocento anni dalla stampa, riesce a sorprendere, a mettere in difficoltà gli interpreti, a dividere gli studiosi.