Connessi all’Opera: Cremona, Monteverdi Festival 2026 – Vespro della Beata Vergine

Il Monteverdi Festival si è aperto là dove il tempo sembra ancora custodire il respiro delle origini: nella penombra monumentale della stupenda Chiesa di Sant’Agostino a Cremona, città natale di Claudio Monteverdi. Qui, il Vespro della Beata Vergine è tornato a interrogare il presente con la forza inesauribile di un capolavoro che continua a sfuggire a ogni definizione. Concerto sacro, laboratorio teatrale, summa stilistica, atto politico e professionale: il Vespro del 1610 contiene già il mondo moderno.

A guidarne l’esecuzione inaugurale del 43° Festival è stato Leonardo García-Alarcón, alla testa della Cappella Mediterranea e del Chœur de Chambre de Namur, compagni di un lungo cammino monteverdiano. Più che dirigere, García-Alarcón sembra abitare questa musica, percorrerla dall’interno, trasformando ogni snodo della partitura in un’esperienza di carne e spirito. «Suonare Monteverdi qui a Cremona è una missione: non siamo musicisti per scelta, ma quasi per malattia», ha confidato il direttore argentino a fine concerto. Una frase che restituisce bene il senso di un’interpretazione vissuta con intensità quasi necessaria.

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